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lunedì 3 ottobre 2016
I ribelli moderati
C’è un paese islamico, dove tra gennaio e giugno di quest’anno ci sono state oltre 1600 vittime civili, altri 3500 sono rimasti feriti e mutilati. I bambini morti sono 388, i feriti più di mille. Si aggiungono ai 20000 morti e 40000 feriti degli ultimi sette anni. Più di 150.000 persone sono diventate profughi, portando il totale a circa un milione e duecentomila. Ovviamente non stiamo parlando della Siria. Ma dell’Afghanistan. Ma li non ci sono i russi, e i ribelli moderati si chiamano talebani. Circa il 23% delle vittime civili di quest anno, dice il rapporto delle Nazioni Unite, sono state causate dai filogovernativi e dalla coalizione, cioè l’equivalente locale dell’accoppiata esercito siriano Russia. Però sono i nostri, gli Americani. Che stanno lì da quindici anni a combattere i talebani e i montanari che nessuno chiama, ovviamente, l’opposizione ad Ashraf Ghani, il presidente in carica. Altri 4000 musulmani sono morti e 6000 sono stati feriti, invece, nei bombardamenti in Yemen da parte di sauditi e alleati, armati fino ai denti dagli americani contro i ribelli moderati, che qui sono sciiti. Anche in Yemen muoiono i bambini, ma l’Onu ha cancellato Riad, come denuncia Amnesty, dall’elenco dei paesi che commettono crimini contro i minori. Si attendono, con scarsa fiducia, i titoli di prima pagina.
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