Visualizzazione post con etichetta UE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta UE. Mostra tutti i post

venerdì 28 ottobre 2016

La lettera scarlatta

Allora è così. Il problema è il dolore straordinario. Il dolore dei profughi che possono arrivare più un anno e meno un altro. Se soffrono troppo e muoiono per strada meglio, non sono un problema. Il dolore di chi ha visto la terra sbriciolarsi sotto i piedi, ma solo se si tratta di un terremoto. Se è una frana, una pioggia, una valanga, no. Per questo si può finalmente chiedere, si può pretendere. Si possono finalmente sbattere i pugni sul tavolo. Fare, e dare l’impressione di essere dotati di palle anche con i forti invece che solo con i deboli. Invece il dolore normale, quello no. Quello di chi ha perso il lavoro, quello di chi non riesce a iniziare a lavorare, quello di chi ha perso la casa “solo” per uno sfratto, quello dei malati, quello dei disabili, quello dei pensionati al minimo. Quello di chi passa ore di vita sui treni dei pendolari o sulle strade sconnesse. Quelli no.Per loro non c’è lo spazio delle richiesta e della pretesa. Per loro vale l’abominevole legge di Padoa Schioppa, oggi fortunatamente sepolto vicino alla mamma, quel bamboccione. Bisogna “attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità.” Ecco.