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sabato 26 novembre 2016
Il vecchio e il mare
Secondo me, sognava i leoni. Aveva preso il mare con quel pugno di esagitati che ricordano, dovrebbero almeno in Italia ricordare,i fratelli Bandiera, Pisacane, Garibaldi. Senza sapere quale sarebbe stato l’approdo. Il più probabile finire massacrato al suono della tarantella finale di Allosanfan, ripresa anche da Tarantino. Ma la fortuna e il destino gli consegnarono il grande pesce. Nobile e iridescente nei suoi salti, trascinò quella barca molto lontana da riva , dove non pensava di finire, non era mica comunista quando partì. E quando il pesce, sfinito, si arrese era molto più grande di quella barchetta, un peso quasi impossibile da sostenere da solo. E attorno c’erano gli squali che da ogni parte venivano a strappare i pezzi del grande pesce. E bisognava difenderlo solo con un coltello legato ad un remo. Ma se prenderlo è stato possibile, difenderlo non lo è mai. Nessuno ci riesce. Facile irridere il vecchio, mentre due continenti erano preda di narcos, golpisti, torturatori, squadroni della morte. Però a riva è arrivato. Il grande pesce ridotto a uno scheletro. Ma la coda e la spada dicevano della sua immensità, del gesto folle, prometeico di chi non ha tagliato la corda e lo ha preso. “Sono andato troppo al largo”. Il vecchio si era riaddormentato. Sognava i leoni
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