domenica 9 ottobre 2016

Politicamente Corrotto

Lo so. Non è corretto. Non si fa. Non si pensa. E se si pensa non si dice. Epperò a me tra i repubblicani che hanno autorizzato e plaudito ogni genere di guerra, bombardamento, fosforo bianco, Guantanamo, Abu Ghraib e via dicendo e Donald Trump predatore sessuale, scusatemi io sto con Trump. Sto con Trump che si mette delle patetiche mentine in bocca provandoci in ascensore e non con Condoleeza che passa in rassegna i militari mandati a demolire il medio oriente, vestita da dominatrice di Kink.com e adesso fa la choccata. E tra il Cesar’s Trump con la frustrazione di averlo piccolo e la perfettina che sghignazza parafrasando Cesare “siamo venuti, abbiamo visto, è morto” a proposito di Gheddafi e della Libia, non so scegliere. Stiamo, stanno, eleggendo un uomo o una donna che avrà il potere di vita e di morte su due terzi dell’umanità, non il precettore della contessina. Di Clinton lui, mi interessa l’abolizione del Glass Steagall act, non l’uso più o meno improprio del sigaro, come di Berlusconi mi interessa l’appartenenza alla P2 e non al circolo delle Olgettine. Dite che quelle parole di Trump sono rivelatrici di come comanderebbe? Certo. Ma anche quelle della Clinton e, ripeto, non so, davvero non so.

7 commenti:

  1. Ho pensato qualcosa di simile. Ho sentito gente qui in Italia definirlo guerrafondaio. Poi mi son messo a ricordare...
    Non appena i sondaggi scendevano, Clinton (uomo) tirava qualche oscuro presagio sotto forma di missile in Afghanistan.
    Bush, padre e figlio, i repubblicani buoni (mica come Trump) hanno fatto tutto ciò che sappiamo.
    Obama Nobel, Libia, Isis e quant'altro...
    Trump è un matto esaltato, ma non ancora sporco di sangue come la lucida e protocollare politica americana, quella nella quale tutti confidiamo per salvare il mondo, ora incarnata dalla Clinton (donna).
    Anche io ho qualcosa che non si dovrebbe pensare, e nemmeno si dovrebbe dire, ma la dico:
    rimpiango un tempo in cui c'era un muro, che limitava le libertà di alcuni uomini, ma al tempo stesso limitava di molto le guerre dei forti contro i deboli e dei ricchi contro i poveri. Questo perché i forti si temevano, mentre ora i forti non temono nessuno.
    Ripenso scorrettamente a quel muro...

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  3. Il mondo rovesciato, un comunista che preferisce Trump...
    Sono d'accordo meglio lui

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    1. Beh, se ti riferivi a me, posso dirti che naturalmente non preferisco Trump.
      Ovviamente si tratta di un "impresentabile" che si pone in gara con i "presentabili", i quali hanno "presentabilmente" insanguinato il mondo dopo che l'"impresentabile" "Impero del male" al di là del muro è diventato "presentabile", quindi finalmentw degno di effettuare i massacri ai quali non era abilitato prima di essere promosso al mondo occidentale e capitalistico.
      ...
      Ai tempi del muro c'era maggiore chiarezza...

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  4. Abito in un comune di 6 mila abitanti vicino una città di100 mila abitanti. Moltissimi mugugnano e criticano il sindaco. Giro altri paesi della mia Regione ed ancora lamentare . Sono rimasto profondamente deluso del referendum delle trivelle come lucano .ho visto silurato il presidente del consiglio regionale da Marcello Pittella fratello di Gianni Pittella. Ne parli con qualcuno per cercare di comprendere e arrivi alla conclusione che una comunità è amministrata da colui che si merita. Vale in un comune vale in una Regione vale per una per una nazione. Gli americani avranno il presidente che si meritano. Il più o meno peggio che sia

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  5. Pienamente d'accordo con Massimo Rocca. Eppure tra la padella e la brace se fossi americano continuerei a scegliere la padella Clinton.
    Per quanto riguarda il discorso "donne e potere" ricordo di aver pensato più o meno le stesse cose quando venne alla luce l'"Olgettine affair": tra il 2008 e il 2012 vengono tagliati 10 miliardi di euro al bilancio scuola e università e nessuno batte ciglio, si scopre che Silvietto paga un harem (cosa peraltro sospettabile almeno dagli anni '80) e scoppia un putiferio. C'è un senso delle proporzioni che dovrebbe accompagnare costantemente il giudizio su fatti e misfatti di chi ci governa.
    Vittorio Genovese

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